L’individuazione di chi, nell’organizzazione, può usufruire di percorsi di counseling aziendale deve essere oggetto di un’attenta analisi.

La popolazione beneficiaria può variare a seconda che si tratti di:

  • interventi individuali;
  • interventi di gruppo.

Nel primo caso il counseling aziendale si configura come un intervento più simile a quello tradizionale privato, seppur con ambiti di intervento, di seguito elencati, più specificatamente legati al mondo organizzativo:

  • career counseling : interventi di orientamento alla carriera mirati all’individuazione dei propri punti di forza e di debolezza, delle opportunità di crescita e delle difficoltà incontrate sul lavoro oltre che delle proprie aspirazioni, per poter impostare lo sviluppo di un piano di miglioramento; per approfondimenti vedi il paragrafo successivo;
  • sportello di counseling : può essere gestito internamente o esternamente e può offrire ai dipendenti la possibilità, fuori o dentro l’orario di lavoro, di accedere gratuitamente al servizio per riflettere su una difficoltà specifica (che può essere o meno legata alle dinamiche lavorative; in altre parole, si può scegliere se trattare temi come per esempio lo stress da lavoro o anche temi come il dolore per la perdita di un genitore, circostanza spesso legata al rientro a lavoro dopo un congedo parentale);
  • counseling per gruppi omogenei di popolazione: si può offrire il servizio ai dipendenti che hanno certe caratteristiche, come il fatto di essere da poco rientrati da un congedo per assistenza familiare o di aver vissuto un recente cambiamento di ruolo (questo è il caso inizialmente perseguito in Hera, come si descriverà);
  • counseling ai giovani potenziali o agli executive: l’intervento ha lo scopo di promuovere la crescita personale e professionale per i talenti presenti in azienda.

Nel caso di interventi di gruppo le tecniche di counseling possono trovare applicazione in diversi ambiti.

Le tre principali aree di applicazione sono:

  • supporto nella formazione su tematiche soft: l’attività di learning può essere rivolta a team per implementare le meccaniche interne di funzionamento (feedback, comunicazione, fiducia, decision making) o a gruppi di individui (esempio giovani potenziali) che pur non lavorando insieme possono potenziare skills come la creatività, la gestione dei collaboratori, l’intelligenza emotiva e l’autoconsapevolezza; dal momento che da un lato la formazione aziendale verte sempre più su modalità basate sull’“apprendimento esperienziale” e dall’altro una connotazione del counseling è la sua aspirazione ad apprendere comportamenti nuovi dall’esperienza, ne consegue che un apprendimento che nasce secondo i principi del counseling può risultare particolarmente efficace in azienda, perché “aiutare” piuttosto che insegnare fa parte di questo approccio, che mira ad una consapevolezza basata sull’esperienza, autodiretta, che nasca dalla scelta e dall’interesse;
  • counseling al termine di altri percorsi formativi: a seguito di interventi formativi di gruppo, l’individuo o un sotto-gruppo può richiedere uno o più incontri per consolidare l’apprendimento anche rispetto al proprio vissuto in relazione ai temi affrontati in aula;
  • counseling di change management: un ambito di applicazione oggetto di interesse in Hera, come si vedrà, è quello che utilizza il processo e le tecniche del counseling per guidare le dinamiche di cambiamento che un gruppo di lavoro può affrontare a seguito di eventi come cambiamenti organizzativi; uno strumento utile in proposito è quello dei focus group, che saranno approfonditi in seguito;
  • counseling rivolto all’azienda nel suo complesso: in questo caso oggetto dell’intervento è l’intera organizzazione che vuole andare a rilevare o modificare in parte la propria cultura aziendale, specie in relazione a grandi cambiamenti organizzativi che l’hanno scossa; in questo caso l’obiettivo del counselor è quello di far leva sull’ascolto  attivo e sul senso critico degli intervistati (a prescindere dall’attività, a maggiore componente operativa o intellettuale) per mappare lo stato di partenza e condurre l’azienda, attraverso azioni di vario tipo (per esempio focus group), verso uno stato desiderato; si pensi, per esempio, al senso di scarsa fiducia che può attirare nei suoi confronti la direzione del Personale in caso di eventi di downsizing  e ridimensionamento aziendale; a fronte di licenziamenti o cassa integrazione il clima aziendale può risentirne al punto tale che fermarsi a riflettere su cosa sta succedendo in modo guidato (con un counselor, appunto) può portare benefici.

Come ora risulta chiaro, l’individuazione dei beneficiari di interventi di counseling può variare a seconda delle modalità e delle finalità che si intende perseguire.

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