Perché il counseling aziendale può trovare sempre più spazio nelle dinamiche lavorative attuali?

La risposta risiede nei principali trend che caratterizzano oggi l’evoluzione delle organizzazioni:

  • flessibilità dei processi e delle strutture;
  • temporaneità delle unità e delle strutture;
  • inattualità dei profili professionali;
  • indebolimento dei confini ;
  • razionalizzazione dei sistemi informativi e decisionali;

Di fronte a tutto questo è il “ruolo” a indebolirsi e sfumarsi, almeno secondo quanto tradizionalmente inteso fino ad oggi, e il counseling può essere un ottimo “pretesto” per riflettere sulla migliore “interpretazione” di individuo/lavoratore in un contesto così liquido (andando oltre la dimensione aziendale, il tema della società “liquido-moderna” è stato descritto da Bauman nel suo libro Vita liquida).

Questo vale a maggior ragione nella vita odierna, dove il lavoro si configura come spina dorsale che struttura il modo in cui la gente vive e vengono delineati il prestigio e l’autostima.

Ciò è vero nel bene (carriera, potere, retribuzione) e nel male (demotivazione, stress, conflittualità).

Riprendendo il pensiero di Bellah, sociologo americano, il lavoro può assumere nella vita delle persone tre significati principali:

  • il lavoro come impiego: rappresenta un flusso finanziario per aumentare la propria sicurezza; è un mezzo per ricevere sostentamento economico da utilizzare in altri ambiti della propria vita privata; in tal senso il lavoro supporta l’identità attraverso il consolidamento economico;
  • il lavoro come carriera: è data importanza al “ruolo” e allo status derivante dalla propria posizione, in questo caso la propria carriera è alla base dell’identità;
  • il lavoro come desiderio: il lavoro e la sfera privata sono un tutt’uno (si pensi al calciatore o al pittore), c’è pieno riconoscimento con il proprio “ruolo” organizzativo e il lavoro diviene fondamento dell’identità della persona.

Se il lavoro è parte fondante dell’identità dell’individuo, il counseling organizzativo può entrare a pieno titolo nel contesto aziendale a favore dello sviluppo dell’identità della persona verso un adattamento sociale efficace, a partire dal contesto lavorativo. Basti pensare a quanto pesa, soprattutto nelle aziende di medio-grandi dimensioni, il budget dedicato alla consulenza e alla formazione sui modelli di leadership, per capire quanto lo sviluppo di comportamenti “adattati” e allineati rappresentino una delle richieste più frequenti che le aziende rivolgono all’identità dei propri membri.

In questa accezione, il counseling aziendale si propone di andare oltre la gestione del malessere, stimolando le capacità delle persone di vivere in maniera più integrata e soddisfacente.

In altre parole, se l’incertezza e la complessità sociale coinvolgono e spesso travolgono l’individuo e l’organizzazione, il counseling può aiutare le persone a ricomporre l’odierna frattura tra benessere, produttività e ricerca di significato.

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