L’approccio tipico del counseling può essere seguito anche quando occorre gestire dei focus group per facilitare l’emersione di utili riflessioni da parte dei partecipanti coinvolti.

Il focus group (o gruppo di discussione) è uno strumento utilizzato per parlare, discutere e confrontarsi riguardo all’atteggiamento personale nei confronti di uno specifico tema aziendale (per esempio, “che ne pensate delle modalità di valutazione della performance?”).

La conduzione è interattiva e in genere i partecipanti sono liberi di condividere il proprio pensiero in quanto solitamente non si lavora a giro di tavolo (in cui ognuno dice la sua seguendo un ordine circolare) ma parla chi ne ha voglia. Più di ogni altra cosa, però, il focus group è un’iniziativa di ascolto dei lavoratori dove chi conduce deve essere in grado di far emergere le opinioni dei partecipanti in un clima che sia di fiducia reciproca.

In questo contesto, le abilità calde del counseling sono esattamente ciò che serve per condurre focus group efficaci. Infatti, la triade rogersiana farà assumere al counselor atteggiamenti di:

  • empatia: la capacità di mettersi nei “panni dell’altro” per poter vedere il suo mondo dal punto di vista non filtrato attraverso il proprio modo personale di vedere;
  • accettazione incondizionata: sentimento spontaneo, positivo, senza condizioni né pregiudizi, che veicola un sincero interesse per l’altro senza pretendere nulla in cambio;
  • autenticità: diventare consapevoli di se stessi ed essere trasparenti verso gli altri.

In altre parole, rispetto allo stile prescrittivo o direttivo spesso seguito da molti formatori aziendali che (tra le altre cose) gestiscono anche focus group, un counselor in questo contesto può  adottare uno stile facilitativo che incoraggia la liberazione dei pensieri e anche delle emozioni correlate, quando richiesto.

Inoltre, la costruzione di un setting che sappia “accogliere” la possibilità dei partecipanti di esprimersi liberamente e senza timore viene da altri due atteggiamenti che consentono al  counselor di ispirazione rogersiana di impregnare l’atmosfera di sicurezza (uno stato psichico propizio alla distensione emotiva) e calore (non ha nulla di manifesto ma si tratta di una qualità fatta di bontà, di responsabilità e di interesse disinteressato).

Related Posts

Leave a Comment

diversity managementwelfare aziendale