In passato il leader era colui in grado di avere una vista d’insieme dell’organizzazione e indicare la strategia.

Da solo riusciva a mettere insieme tutti i pezzi e a tirare fuori dal cappello “la soluzione”, convincendo tutti sulla direzione da prendere.

Ora è evidente che non può più essere così: anche se sei Mandrake, ti trovi in una realtà multidimensionale, terribilmente complessa ed è impossibile che da solo riesci a vedere l’intero sistema.

Ecco perché l’ascolto diventa tra le prime capacità richieste per un leader: perché se da solo non posso avere una conoscenza significativa del contesto, devo saper ascoltare per poter comprenderlo.

Spesso dei leader di oggi si apprezzano le abilità di execution, certamente fondamentali, ma tutto parte a monte, proprio dall’ascolto.

Ecco allora 9 suggerimenti che ci dà Peter Senge per praticare l’arte dell’ascolto:

  1. Smetti di parlare: perché se parli non puoi ascoltare
  2. Immagina il punto di vista dell’altro
  3. Guarda, agisci e sii interessato
  4. Dai attenzione anche al linguaggio non verbale
  5. Non interrompere
  6. Ascolta tra le righe: capisci anche i significati impliciti
  7. Mentre ascolti, parla solo in modo affermativo: evita di criticare subito
  8. Riformula quanto hai ascoltato
  9. Smetti di parlare: di nuovo, perché tutto parte da lì.

Naturalmente, anche una cultura organizzativa orientata all’ascolto può aiutare, e se ad esempio nella nostra azienda si scambia l’aggressività per l’assertività può essere difficile mettere in pratica questi suggerimenti. Ma ricordiamoci sempre che ciascuno di noi contribuisce attivamente alla costruzione di questa cultura.

Chiaramente, anche le pratiche HR possono rafforzarla, ad esempio attraverso un modello comportamentale aziendale che ha l’ascolto tra le sue competenze.

Ma attenzione! Il vero leader non è solo colui che sa ascoltare l’altro, ma colui che sa anche ascoltare se stesso. Questo gli consente di avere una forza interiore che lo rende molto più efficace come leader. Pensate a Steve Jobs: la forza dei sui messaggi nasce da chi era, dalla sua condizione interiore.

E questo vale per ciascuno di noi: così come ci possiamo allenare ogni giorno nell’ascolto del prossimo, non dobbiamo dimenticare che abbiamo bisogno, per crescere, di essere presenti e consapevoli anche verso noi stessi.

Questo allenamento può essere frutto dello sforzo individuale, ma può anche essere facilitato da un percorso di counseling.

Buon allenamento uditivo!

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