Perché introdurre il counseling aziendale in Italia, dove la “cultura dell’aiuto” è assai poco diffusa?

In realtà, riflettendo con maggiore attenzione, risulta che difficilmente si potrebbe trovare un contesto più pronto ad accogliere il counseling, per il semplice motivo che risponde al meglio a specifici trend socio-culturali attuali:

  1. la crisi;
  2. l’aumento dei tassi di attività femminile;
  3. l’incremento della popolazione anziana;
  4. la disoccupazione giovanile.

Questi fenomeni comportano, rispettivamente:

  1. problemi economici e di identità;
  2. maggiori esigenze di work-life balance;
  3. bisogno di cura di genitori anziani;
  4. una transizione più difficoltosa dei figli dal sistema educativo al mondo del lavoro.

Il counseling può, attraverso le sue caratteristiche di “profondità” e “specificità”, attivare la riflessione su questi temi per nulla superficiali e accompagnare il cliente o i partecipanti verso una riflessione più attiva, basata sul self empowerment, sia dentro che fuori le mura aziendali.

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