Nel nostro Paese si sente parlare sempre più di counseling all’interno delle aziende ma il suo utilizzo mirato a “esplodere” dimensioni importanti per l’individuo lavoratore come le emozioni o l’identità non è una novità all’interno della vita aziendale, ma una realtà che si riscontra nei paesi anglosassoni già da diversi decenni.

Nelle aziende americane, infatti, questo tipo di servizi è ormai integrato nella cultura e i manager hanno la possibilità di entrare in programmi di counseling al punto che spesso fanno proprie le tecniche comunicazionali affinché queste diventino uno strumento di lavoro nella gestione delle risorse umane a loro affidate.

Se questo accade in U.S., dove il counseling è nato più di sessant’anni fa, la storia italiana è molto più giovane: gli inizi della sua diffusione nel nostro Paese risalgono ai primi anni ’90.

È dal 2000 che il counseling ha fatto la sua comparsa nelle aziende italiane, con interventi mirati alla persona, partendo dall’analisi dei bisogni e del clima nelle organizzazioni.

Sono diverse le iniziative realizzate:

  • la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha introdotto dal 2004 una formula chiamata “Circoli d’ascolto di counseling ”, che presta attenzione al valore della buona qualità d’ascolto;
  • Poste Italiane ha indetto, a settembre 2010, un concorso per l’assunzione di quarantacinque Counselor, sul territorio nazionale;
  • dal 2009 il Comune di Palermo offre ai propri dipendenti un servizio gratuito di Counseling individuale; l’iniziativa è rivolta a tutto il personale, con l’obiettivo di fornire al lavoratore un supporto per affrontare le proprie difficoltà emotive e relazionali all’interno del contesto aziendale.
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